Home > Argomenti vari > Un altro compagno di merende

Un altro compagno di merende

12 Luglio 2007

 

Un altro compagno di merende

La verità arriva sempre da lontano

Di Orazio  Fergnani

 

Nella puntata precedente mi sono dimenticato di indicare che con queste mie note tenterò di realizzare un quadro d’insieme, un affresco fatto a chiaro – scuri, una lunga carrellata in cui illustrerò ed evidenzierò il percorso di alcuni personaggi che sono apparsi con i più disparati ruoli sulla scena degli eventi che hanno caratterizzato la scena politica e non solo a partire dal 1978.

 

Nella puntata precedente facevo rilevare che è pragmaticamente un evento eccezionale, …. di più! …. altamente improbabile, ….. ancora di più!! …………. del tutto impossibile, ……… esageratamente di più!! …… contro ogni logica reale e matematica, che tre baldanzosi giovani professori universitari amici fraterni tra di loro (a loro dire, ….. però qualcuno dice che non si frequentano più tanto), si riuniscano nella casa di uno dei tre sulla collina bolognese e che a distanza di una ventina d’anni tutti e tre, uno di seguito all’altro, anche con governi diversi, e con schieramenti politici diversi siano diventati tutti dirigenti delle più grandi e nominate aziende italiane, insigni professori delle più prestigiose università inglesi e statunitensi, nonché sottosegretari, ministri della repubblica, addirittura presidenti del consiglio!!

 

C’è da strabiliare!!!

 

Capperi, erano l’intellighenzia (io lo scrivo così) della Repubblica e non lo sapevamo!!!

 

Noi non lo sapevamo!

 

E non riesco a capacitarmene neanche ora!

 

Ma secondo me loro invece lo sapevano bene, eccome!, fin da allora, altrimenti perché riunirsi negli uggiosi pomeriggi primaverili bolognesi, per compiere insulse, infantili, improbabili, improponibili ed incredibili sedute spiritiche e sparare poi boiate a raffica ai giudici inquirenti, ed alle commissioni parlamentari, e rischiare di essere presi per i fondelli per tutta la vita se in contropartita non ci fosse stata una splendida carriera professionale condita con la ciliegina sulla torta del cancellierato o del ministero??

 

Alcuni anni fa, mi sembra attorno alla fine degli anni ottanta, o all’inizio del decennio successivo, ho avuto la disgrazia di assistere alcune delle cosiddette lezioni televisive che il professor Prodi ha tenuto a tarda notte per alcune puntate alla R.A.I. su argomenti di economia e finanza, e mi ricordo che, pur non conoscendolo e non avendo alcun preconcetto nei suoi confronti, mi sbalordii e mi imbarazzai per lui ascoltandolo.

 

Lo sbalordimento e l’imbarazzo mi rimasero ancor più confermati al termine di alcune puntate a cui stoicamente resistetti.

 

Pur non essendo un esperto in materie economiche, ma a prescindere da queste, mi ricordo dell’impressione che ebbi di nulle capacità pedagogiche, e mi meravigliai per il vuoto assoluto della sua comunicazione, della pervadente e totalizzante aridità espressiva e dialettica.

 

Non entro nel contesto delle sue lezioni perché sono passati troppi anni ed i ricordi sono svaniti, forse anche perché oltre alle impressioni sopraccitate non c’era proprio altro che valesse la pena di ricordare.

 

Sono passati fra i quindici o i ventanni, ed il sig.r Prodi di cui ora conosco alcune Prodezze, non solo non è migliorato, ma se fosse possibile, mi apparirebbe addirittura molto peggiorato.

 

Nonostante quanto sopra accennato ed ogni evidente e palese apparenza e constatazione, il sig.r Prodi ha compiuto Prodezze  degne di un campione, di superbo esempio di scienziato e luminare e di inarrivabile genio della politica e della finanza.

 

Ed ora ce lo ritroviamo presidente del consiglio dei ministri per la seconda volta, e per gratificare i suoi elettori ha loro partorito una legge finanziaria di rigore, essenziale ed inderogabile, a suo dire, che divorerà quegli ultimi spiccioli liquidi nei portamonete degli Italiani per donarli alla fine del tragitto percorso burocratico – amministrativo al Molock insaziabile del debito pubblico.

Va detto che al contrario questa ulteriore manovra finanziaria per rastrellare denaro proprio non occorreva, come dimostrano gli ultimi dati sul fronte delle entrate fiscali.

Prima o poi questi signori di cui parlo dovranno rendere ragione agli Italiani di chi essi siano, per conto di chi lavorino, chi rappresentino, e per quale motivo e fine abbiano agito in questo modo nel corso di questi oltre trent’anni.

 

Neanche Agatha Christie avrebbe potuto immaginare uno scenario più incredibile, improbabile, impossibile, in cui ambientare un suo romanzo giallo, infatti ecco che sbuca per un ulteriore colpo di scena un quarto personaggio in cerca d’autore, sì perché il testo è da oltre trentanni che è stato scritto, l’autore c’è eccome, ma ancora la sceneggiata è di autore anonimo.

 

Ecco comunque un altro tassello, la scheda dell’illustre personaggio rilevata dal sito web del Governo : http://www.governo.it/Governo/Biografie/sottosegretari/gobbo_fabio_it.html

 

Fabio Gobbo, nato a Venezia nel 1947.

Laurea in Scienze Politiche (indirizzo Economico) presso l’Università di Bologna nel 1970. 

 

Professore Ordinario di Economia Industriale presso la Facoltà di Economia della Luiss Guido Carli dove insegna anche Economia della concorrenza e della regolazione.
Dal 1980 è Professore ordinario di Politica economica.

Fino al 1974 è stato ricercatore prima presso il Centro di Economia e Politica industriale dell’Università di Bologna e dopo presso la London School of Economics, Londra e tra il 1975 al 1980 è stato docente di Economia e Politica industriale, di Economia applicata e di Politica economica e finanziaria presso le Università di Trento, Sassari e Bologna e la Scuola Superiore della Pubblica Amministrazione. Etc., etc..

 

Come risulta dal resoconto stenografico della deposizione del sig.r Clò alla Commissione parlamentare d’inchiesta sul terrorismo in Italia e sulle cause della mancata individuazione dei responsabili delle stragi nel corso  della 36ª seduta di martedì 23 giugno 1998 alla presenza del Presidente PELLEGRINO questo illustre signore è un altro dei personaggi che erano presenti alla seduta spiritica della domenica 2 aprile 1978.

 

CLO. Tecnicamente avveniva così. Ammettiamo si faccia una domanda: quale è la località? Il piattino comincia a muoversi e poi si ferma su una lettera e poi su un’altra ancora, fino a che ad un certo punto non si muove più.

SARACENI. Lei ha affermato che il nome "Gradoli" vi era del tutto sconosciuto, via via che dal piattino veniva l’indicazione delle singole lettere, che sono anche tante, venivano annotate su un foglio di carta?

CLO‘. Sì, una persona annotava le lettere; c’erano anche alcune parole per le quali alla fine il piattino si fermava…

DE LUCA Athos. Chi annotava le lettere indicate?

 

CLO‘. Mi ricordo bene che era il professore Fabio Gobbo.

 

Questo signore è anche lui perfettamente inserito ed a suo agio nel nostro attuale governo come Sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio, non mi dato di sapere la sua tendenza politica.

 

Da Wikipedia ho tratto inoltre la scheda del sig.r Alberto Clò :

 

economista ed ex ministro italiano (Bologna, 1947), Laureato a Bologna in Scienze Politiche.

Docente universitario di economia (dal 1987 è professore di ruolo Associato in Economia Industriale presso l’Università di Bologna) ed esperto di politiche energetiche.

Ha fondato nel 1980 la rivista "Energia" di cui è direttore responsabile.

È stato Ministro dell’ Industria del Commercio e dell’Artigianato nel Governo Dini del 1995 e Presidente del Consiglio dei ministri dell’Industria e dell’Energia dell’Unione Europea, durante il semestre di presidenza italiana. Ha scritto libri ed oltre 100 saggi e articoli sulle problematiche dell’economia industriale ed energetica e collabora per diversi quotidiani e riviste economiche.

 

Si vede proprio la differenza di stile e di preparazione, io non riesco a trovare neanche uno straccio di editore che mi pubblichi il mio primo sudato saggio.

 

(segue)

I commenti sono chiusi.